Vuoi un brand imbattibile? …questo è gratis!


Quotidianamente ci arrovelliamo per affermare la bontà dei nostri prodotti e servizi sul mercato, una sfida complicata, che assorbe gran parte delle nostre energie imprenditoriali.

Leggendo un articolo del Sole 24 Ore, mi è venuta in mente la classica scena di chi cerca ovunque qualcosa, che in realtà ha sotto gli occhi, ma non vede.

Uno dei percorsi più ardui e dispendiosi è l’affermazione del nostro brand, soprattutto quando la platea dei target di mercato è ampia, in quanto trattiamo prodotti di largo consumo e/o diretti a territori molto estesi.

Ebbene, qualcosa di molto simile ad un brand ce l’abbiamo già, gratis e potentissimo: lo sapevate che se il Made in Italy fosse un brand sarebbe il terzo marchio più noto al mondo, dopo Coca Cola e Visa?

E le ricerche condotte su Google, nel primo semestre 2013, mostrano che il Made in Italy e i suoi settori-chiave sono cresciuti dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con picchi in Giappone (+29%), Russia (+13%) e India (+20%). Nonostante questi numeri solo il 34% delle Pmi italiane è presente online con un proprio sito; solo il 4% delle realtà italiane con più di 10 addetti vendono almeno l'1% online, contro il 12% di quelle francesi e spagnole, il 14% del Regno Unito e il 21% delle imprese tedesche; le migliori venti aziende italiane che operano online fanno assieme il 70% del fatturato dell'e-commerce italiano. Le prime 50, l'86 per cento.

Questi numeri evidenziano un utilizzo ancora molto acerbo di questo micidiale strumento commerciale! Certo, la percezione non è uguale in tutti i campi, il grafico qua sotto evidenzia i valori che ci vengono maggiormente riconosciuti:

Appare pertanto chiaro che il feeling in relazione a questo “brand” varia a seconda del campo di applicazione, ciò si ripercuote immancabilmente sui settori che, nel mondo, maggiormente rappresentano il Made in Italy, come ben evidenziato dalla torta che segue.

Tuttavia, auspicando che al più presto gli enti preposti si attivino per la realizzazione di un vero marchio registrato, al servizio delle nostre aziende, che sia accompagnato da un rigido disciplinare e da altrettanto rigide verifiche, già oggi, l’imprenditore accorto dovrebbe sempre evidenziare nel modo più netto possibile il proprio Made in Italy!

Articolo liberamente tratto da fonti de: Il Sole 24 Ore e KPMG Advisory

#ecommerce #brand #marchio #strategia #commerciale #marketing

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