Dalle biglie di vetro a quelle… virtuali!


Da venerdì 15 luglio l’Italia è cambiata.

La mattina non ci si sveglia più, infatti, con il desiderio di cappuccino e cornetto; non si accende più lo smartphone per controllare mail o Whatsapp arretrati; non si guarda più dove si cammina per strada, o meglio, si presta ancora minore attenzione rispetto al 14 luglio.

L’Italia, molti Italiani, hanno stravolto le loro attività, attenzione ed interessi per colpa dei….

POKEMON!

Uscito il 6 luglio negli Stati Uniti, Nuova Zelanda ed Australia, il gioco POKEMON GO sta facendo terra bruciata con i concorrenti; media di mezzo mondo dedicano articoli e spazi a Pikachu e colleghi, ma soprattutto sta diventando il passatempo principale per milioni di giocatori su tutto il Pianeta!

Ma in che cosa consiste questo gioco, che tiene incollato allo schermo dello smartphone giovani dai 10 ai 90 anni??

La app permette di giocare ai Pokémon sfruttando la realtà aumentata, utilizzando cioè la geo localizzazione e la fotocamera del proprio smartphone per trovare e catturare i Pokémon nel mondo vero.

«Io non penso che noi siamo fatti per stare seduti in una stanza buia con un dispositivo elettronico sulla nostra testa. Sono più interessato all’idea di andare all’aperto e costruire delle reali connessioni», ha detto al Financial Times John Hanke, creatore del gioco.

Giocare a Pokemon Go è molto facile: basta scaricare gratuitamente la app ed iniziare ad acchiappare ed addestrare i Pokemon. Ci si può far consigliare da amici esperti o ci si può istruire leggendo le decine di discussioni in rete che suggeriscono le mosse migliori per acchiappare i Pokemon in giro per il mondo.

Un gioco assurdo? Per molti potrebbe sembrare così. In realtà, oltre ai fatturati milionari che sta portando in casa alla startup Niantic, il gioco sta dando vita ad una sorta di nuovo turismo virtuale/ nella realtà aumentata e soprattutto sta facendo nascere nuove “mansioni”.

L’esempio più sconcertante arriva dal sito PokeWalk: esso propone di mandare a casa dei podisti che portano il telefono in giro per il mondo, per cacciare i Pokemon (e fare evolvere le uova) senza la fatica di muoversi da casa: dai 10 dollari per 2 km ai 20 per 10 chilometri.

Via dall’ufficio, tutti a correre!

L’evoluzione e gli step per la realizzazione ed uscita del gioco sono stati lunghi e massacranti, spiega Hanke.

L’idea era nata nel 1996, quando ancora studente, aveva inventato il primo gioco online venduto per 3 dollari; in seguito il fondatore iniziò a creare il suo team e grazie alla passione e agli studi sulla realtà aumentata, riuscirono a realizzare la prima vera mappa virtuale della Terra: Google Map e Google Earth.

Le difficoltà, le vittorie. L’acquisizione della sua startup da parte di Google per 35 milioni dollari, la sua successiva startup Niantic, ispirata alle navi arenate della Silicon Valley che ora lo ha reso ancora più celebre, grazie alla recente alleanza con Nintendo.

“Senza il mio team non ce l’avrei mai fatta. Momenti adrenalinici e di soddisfazioni, altri in cui avrei mollato tutto. Loro sono stati la mia forza, insieme abbiamo studiato, creato e abbiamo trovato i fondi per realizzare un sogno”.

Pikaaaaachu!

#pokemon #Pikachu #team #collaborazione #successo #costanza #successi #pokemongo

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